Il progetto

DAUNIA AUTENTICA è un progetto di cooperazione che aggrega quattro aziende operanti nella filiera olivicola che afferiscono al territorio del GAL Daunia Rurale 2020: L’extravergine Montagano, Op La Prima, Azienda agricola Di Pumpo, Oleificio Lefas.

Il partenariato si pone l’obiettivo di promuovere le produzioni agroalimentari tipiche del territorio, raccontare le eccellenze agroalimentari attraverso uno storytelling cross-mediale che enfatizzi l’aspetto qualitativo, le peculiarità, la tradizionalità e la salubrità;

valorizzare un’idea di filiera corta attraverso il networking che possa promuovere una equa distribuzione del valore e del plus-valore tra i diversi anelli che compongono la filiera;

favorire l’aggregazione di operatori appartenenti alla filiera olivicola attraverso la condivisione di una vision di sviluppo da portare avanti con l’elaborazione di un’offerta integrata;

creare micro-sistemi economici all’interno della matrice distrettuale del Daunia Food District, sublimando quel concetto di “rete rizomatica” capace di esplicare intelligenza connettiva (per dirla con le parole dei filosofi Deleuze e Guattari).

Il Daunia Food District celebra, infatti, la ricca tradizione enogastronomica della regione e la ricchezza della biodiversità dell’Alto Tavoliere.

Le radici storiche e culturali di questa terra affondano in un passato millenario, custodiscono tracce di antiche civiltà e ne rintracciano un’impronta anche nella cultura culinaria: olio e vino, ma anche formaggi artigianali, salumi della tradizione, prodotti dell’orto e antiche preparazioni locali.

Il territorio Dauno

Le colline, le pianure punteggiate di ulivi raccontano la storia di secoli di lavorazione e cura: l’olio extravergine di oliva da varietà Peranzana, simbolo del territorio dauno, è stato prodotto in questa terra a partire da metà Settecento. Le vigne coltivate in questo areale dal clima privilegiato e dai terreni fertili sono testimoni, anch’esse, di una storia secolare nel cui alveo si insinua la rinomata produzione di vini dal carattere intenso e dalla qualità sublime. Scrigno di biodiversità la Daunia custodisce tutt’oggi grani antichi, al centro di progetti di ricerca importantissimi per il loro recupero e la loro valorizzazione nell’utilizzo per paste superproteiche.

Ma il Daunia Food District non promuove solo un viaggio nel tempo attraverso i sapori per tutti gli amanti della buona tavola. Offre il pretesto per tuffarsi nello splendore dei luoghi che narrano tutt’oggi la storia di questa regione, sublimando quella identità condivisa dalle comunità che vi insistono. I numerosi siti custodiscono reperti, simbolo di una vita rupestre antesignana delle civiltà postume per ciò che afferisce ad un legame ancestrale con la terra ed i suoi cicli vitali. Attorno a questi altipiani stretti tra le pianure ed il mare si estendono gli ambienti vitali delle persone che continuano ad amare questa terra. Le città e i borghi affascinano per loro bellezza senza tempo, i paesaggi rurali, le antiche masserie immerse nella campagna regalano la possibilità di vivere un’esperienza a stretto contatto con un ambiente salubre, dal forte impatto emozionale.

Visitando le antiche aziende olivicole della zona, gli agriturismi, le fattorie sociali, mettendosi in ascolto delle storie degli abitanti, approcciandosi agli itinerari oleo-gastronomici e paesaggistici proposti è possibile immergersi sia nelle tradizioni enogastronomiche più autentiche e rinomate al mondo sia nella cultura di una delle popolazioni più ospitali del tacco d’Italia.

Un crocevia di popoli

Le terre di Puglia, da sempre, son crocevia di popoli, figlie di storie e tradizioni diverse. La più antica civiltà di cui si ha memoria che si è certamente stanziata in questi luoghi è quella micenea (cretese o arcade), ma non mancano racconti di storiografi che evidenziano la presenza di elementi illirici e oschi precedenti con cui i greci si sarebbero fusi.

Gli Iapigi, così si chiama la popolazione all’origine del nome della Puglia, erano tripartiti in Dauni, Peuceti e Messapi. I Dauni occupavano il territorio più settentrionale delimitato geograficamente dal corso del Fortore, dal Tavoliere delle Puglie e dall’Ofanto ed erano particolarmente legati al territorio osco. Nel corso dei secoli si sono succeduti Greci, poi Romani, Bizantini, Longobardi, il Regno di Napoli, popoli e regni che hanno influenzato la regione stratificandosi nella memoria culturale, nel tessuto sociale e nelle pratiche economiche e religiose del territorio.

Scrigno di biodiversità

Preservare e promuovere la biodiversità nel territorio Dauno è un compito essenziale per il benessere e lo sviluppo delle generazioni presenti e future.  È necessario orientarsi, in una tensione collettiva, verso la tutela di questa straordinaria risorsa: la biodiversità è garanzia di stabilità degli ecosistemi, è nutrimento e fonte di ispirazione per il progresso scientifico-tecnologico, è generatrice di ricchezza economica e culturale, possiede in sé un valore estetico ed ispirazionale.

Il Tavoliere delle Puglie, tra le zone più fertili d’ Italia, è terra gravida di prodotti di altissima qualità: il grano, l’uva da tavola, il vino, l’olio, le olive da tavola Peranzana sono le produzioni più conosciute dell’Alto Tavoliere. Le colture orticole tra cui il carciofo, il cavolfiore, il pomodoro, la patata, però, guadagnano anch’esse uno spazio di prestigio grazie alla loro qualità. Di certo sono molto apprezzate anche le numerose varietà di formaggi, salumi tradizionali e prodotti di panificazione tipici.

L'oro di Puglia e la peranzana

Su tutto il territorio nazionale la produzione di oli dotati di vari tipi di identità, da quella genetica a quella territoriale a quella storica, è una produzione d’eccellenza che non ha pari in nessun altro paese.

Le garanzie di qualità superiore dell’olio extravergine d’oliva sono peculiari rispetto a quelle degli altri oli vegetali per effetto delle particolari caratteristiche del frutto e dell’olio, come dei sistemi di estrazione. L’olio extravergine pugliese occupa una posizione di preminenza considerando il quadro d’insieme: il ruolo importante di antiossidante naturale, gli aromi, il profilo olfattivo, oltre che i valori nutrizionali e salutistici.

Nel territorio dauno la Peranzana è in grado di generare un olio di qualità dal fruttato erbaceo, di media intensità, con leggere sfumature di mandorla fresca e pomodoro. Le sensazioni retrolfattive sono di cardo e carciofo. È adatto a condire ogni tipo di pietanza, esaltato magistralmente dalle ricette locali. È particolarmente apprezzata la Peranzana da tavola, gustabile da sola in salamoia, marinata condita con semi di finocchio, aglio, peperoncino e sale oppure impiegata nella produzione di prodotti da forno o piatti da forno.

Pare che la varietà Peranzana, conosciuta anche come Francese o Provenzale, sia stata importata in territorio Dauno dalle truppe di Carlo d’Angiò incontrando la già presente coltura dell’olivo, pianta sacra per i Greci. Il territorio dauno era, però, prevalentemente orientato ad aree pascolive che favorivano la pratica millenaria della transumanza. A metà del Settecento fu Raimondo De Sangro, legato ai Borbone di Francia e Spagna, Principe di San Severo e Duca di Torremaggiore, a importare nelle proprie terre, da dove poi cominciò la diffusione, gli olivi di varietà Peranzana originariamente coltivata in Provenza. Ad oggi quella olivicola è qui una delle più importanti direttrici economiche, insieme a quella vitivinicola che produce prodotti di eccellenza tra cui il San Severo DOC, il Trebbiano Toscano, il Montepulciano, il Bombino Dauno, il Nero di Troia.

La transumanza, una storia da raccontare

Il racconto della transumanza, antichissima pratica di allevamento, affascina particolarmente toccando il territorio dauno e ne tramanda l’importante memoria storica, culturale, economica e l’antico legame con le terre d’Abruzzo.

“Settembre, andiamo, è tempo di migrare” è l’eco della D’Annunziana lirica scritta in ricordo e celebrazione del rito atavico della transumanza, la migrazione stagionale che conduceva i pastori d’Abruzzo – la sua terra natìa – alle terre di pascolo del settentrione pugliese che accoglieva le greggi a svernare. Le testimonianze del viaggio della transumanza restituiscono ancora oggi una immagine bellissima di sacrificio e spirito di collaborazione tra i pastori e di ponte tra culture.

Di generazione in generazione veniva tramandata la mappa dei tratturi, le vie dell’erba, calcati con l’esperienza, come pure le tradizioni, i costumi, i canti associati a questo cammino che, fortunatamente, sono giunte fino a noi. I pastori erano – e ancor oggi sono considerati tali – i custodi della terra e di questa cultura ed i portatori, nel viaggio lungo la strada che ogni anno li conduceva ai pascoli invernali, di notizie, merci, conoscenze e competenze.

Per restare aggiornati su laboratori culinari, eventi tematici, iniziative e percorsi alla scoperta delle tradizioni locali, delle storie degli artigiani e dei produttori e, perché no, per non perdere l’occasione di assaporare piatti preparati con ingredienti locali di qualità eccellente: www.galdauniarurale2020.it, www.dauniautentica.it